Un romanzo familiare che, via via, da storia di esistenze individuali, si trasforma in un affresco dell’esistenza in quanto tale, dell’esistenza nella quale respirano i viventi e le cose, la terra e i suoi colori. Nella storia di due fratelli, nel loro legame fatto di reciproca amara sorveglianza, di distanza sofferta e insieme perseguita, si disegna la linea della vita stessa. È, si potrebbe dire, il vento della vita che si fa scrittura, si fa narrazione, e attraverso le voci dei personaggi e le situazioni mette in scena una meditazione sull’esistenza: la curva del tempo che lacera e consuma, il rito delle partenze e degli arrivi, la presenza di un altrove che è richiamo ma anche disincanto, la ferita di conflitti e di offese non risarcibili, la memoria che l’irreversibilità del tempo rende aspra. Due fratelli del brasiliano Milton Hatoum (Marco Tropea editore, 2005) riprende il tema classico, e perturbante, della fraternità gemellare, della sua proiezione nella fantasmatica del doppio. Un tema che il narratore svolge secondo un’invenzione insieme calda e amara, affidando all’antico motivo il compito di dire qualcosa su ciò che unendo separa, sulla prossimità che si fa lontananza, sul legame che si rovescia in odio. È [...] |
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Antropologia del doppio, di Antonio Prete – Zibaldonie e altre meraviglie, 2011, anno IX, Quarta Serie
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Europei, ora parliamo noi, di Lauretta Colonnelli – Amica, 25 Gennaio 1993
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Vengono dall Brasile, dalla Turchia, dalla Nigeria. Parlano dei loro mondi pieni di contrasti con struggente poesia. E affascinano l´occidente. Tre giovani narratori protagonisti di un grande successo letterario, si raccontano. Milton Hatoum, Orhan Pamuk, Ben Okri. |
Mille e una notte nel profondo dell´Amazonia, Intervista di Giorgio Ieranò – ?, 16 Decembre 1992
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L´Oriente visto da uno scrittore libanese che vive a Manaus. |
L´Altra America, Il Sud amazzonico, crogiuolo di razze, nello sguardo di uno scrittore – Il Mattino, 12 Novembre 1992
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Intervista con Milton Hatou, 40 anni, origini libanesi, cittadino brasiliano. Il suo primo romanzo, “Ricordi di un certo Oriente”, ha vinto il premio Jabuti. E una storia semi-autobiografica di emigrazione familiare, che diventa specchio di una situazione più vasta. Coi ritmi letterari delle “Mille e una notte”, eco di un´ascendenza meridionale. |
Brasile, meticcio d´Oriente – Il Manifesto, 12 novembre 1992
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Le mille e una notte, Manaus e il ritorno della sinistra. |
“Sono gli ultimi I custodi della memori”, di Francesco Elli – Class, Gennaio 2006
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Due Fratelli di Milton Hatoum è la storia di gemeli dal destino opposto. A narrare le loro vicende è il fligio bastardo della domestica di casa. Perché, come spiega l´autore in questa intervista, “i veri portavoce della Storia sono le persone ai margini”. |
Il Nord e il Sud del Brasile in uno scontro tra fratelli, di Emilia Pagliano – Stilos, 13/02/2006
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http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/02/DueFratelli_Stilos_13fev2006_parte1.jpg |
Milton Hatoum, un libanese trapiantato a Manaus, l´intervista di Claudio Jampaglia – Liberazione, 25 Novembre 2005
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A colloquio con lo scrittore brasiliano, capce di mettere in discussione i luoghi comuni sul suo paese. In libreria l´ultimo romanzo Due Fratelli, divenuto un vero e proprio caso letterario. |
Col Brasile nel cuore, di Milton Hatoum – La Repubblica, 5 Maggio 2006
Do autor, Ensaios/Críticas, Italiano, Prensa
L´autore di Due Fratelli rievoca l´intreccio di idiomi nella sua storia familiare. |
“Meticciato? Imparate da noi brasiliani”, di Roberto Carnero – L´Unità, 23 Novembre 2005
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Intervista con Hatoum, autore di Due Fratelli, giudicato in Brasile il miglior romanzo degli ultimi 15 anni. Di origine libanese e di famiglia multiculturale, racconta come la mescolanza sia alla radice della cultura. |