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Ricordi di un certo Oriente, Garzanti Editore

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Una città magica e misteriosa, decadente e vitale come Manaus, alla confluenza del Rio Negro e de Rio delle Amazzoni, sullo sfondo della foresta tropicale. Ricordi, sapori, odori di un Oriente lontano, dagli echi arabi e cristiani, rievocato con nostalgia e rivissuto nel sogno. Un albero genealogico che affonda le radici nel mondo delle Mille e una notte, un gorgo di memorie familiari che s’inabissa, personaggio dopo personaggio, voce dopo voce, verso segreti oscuri e inquitanti. Un’infanzia popolata di animali, tragedie e leggende, un plico di lettere da un convento libanese, poche fotografie sgualcite. Riti e tabù, tradizioni e follie, gesti improvvisi e inspiegabili. Un emporio sovraccarico d’oggetti, ma soprattutto di filosofie e divinità in grado di rapire l’anima e la mente. tutto questo riecheggia in Ricordi di un certo Oriente, romanzo dalla scrittura sospesa tra i modelli europei e americani (a cominciare da Faulkner), e le suggestioni della novellistica araba. Traduzione di Amina Di Munno

Racconto di un certo Oriente, Il Saggiatore

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A Manaus, città portuale decadente e misteriosa alla confluenza del Rio Negro e del Rio delle Amazzoni, una famiglia di immigrati libanesi si riunisce per il funerale della matriarca Emile. Poco a poco, una narrazione polifonica fa emergere il passato di ogni partecipante alla cerimonia, in un coro di voci che riannoda ricordi, differenze di vedute e vecchi rancori. Su tutta la famiglia svetta la figura di Emilie, ma la rievocazione ne svela la vita solitaria e dolorosa che ha segnato anche i suoi figli. Ricordi, sapori, odori di un Oriente lontano, dagli echi arabi e cristiani, rievocato con nostalgia e rivissuto nel sogno. Un’infanzia popolata di animali, tragedie e leggende, un plico di lettere da un convento libanese, poche fotografie sgualcite. Riti e tabù, tradizioni e follie, gesti improvvisi e inspiegabili. Tutto questo riecheggia in un romanzo dalla scrittura sospesa tra modelli europei e americani e le suggestioni della novellistica araba. Traduzione di Anima Di Munno

Ceneri del Nord

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Nel suo terzo romanzo, il grande narratore brasiliano Milton Hatoum segna una nuova tappa nel progetto di scrivere, flaubertianamente, la storia morale della sua generazione. Sullo sfondo di Manaus, capitale dell’Amazzonia, e di un Brasile che precipita verso la dittatura, nasce l’amicizia tra Mundo – aspirante artista ostacolato da un padre ricco e autoritario, amico dei militari – e Lavo, orfano di umili origini, avviato verso una tranquilla carriera da avvocato. Con le loro esistenze  sofferte e antitetiche, i due amici incarnano il dilemma tra la cieca obbedienza e la rivolta, che ha segnato drammaticamente le scelte dei giovani brasiliani tra gli anni sessanta e settanta. Tocca a Lavo, depositario e testimone attonito di segreti sepolti nel passato, ricostruire la fuga e la ribellione di Mundo, la storia di uma famiglia in cui il sangue e l’affetto non parlano la stessa lingua, e di una donna che attira su di sé passioni inconfessabili. In un romanzo amaro e intenso rivivono i conflitti che caratterizzano la narrativa di Milton Hatoum: la contrapposizione fra la violenza della storia e l’ideale artistico, fra genitori e figli, fra la natura rigogliosa dell’Amazzonia e la modernizzazione industriale e urbana. È una scrittura, quella di Hatoum, […]

Due Fratelli

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Il rio Negro lambisce la città di Manaus, antica capitale della gomma circondata dall’immensa foresta pluviale.  Prima di riversarsi nel Rio delle Amazzoni, le sue acque color del tè incontrano quelle chiare e dense del Solimões e i due fiumi scorrono nello stesso letto, senza mescolarsi. Come i fiumi della loro terra, i fratelli Omar e Yaqub conducono due esistenze che fluiscono parallele, divise da un odio implacabile. La loro storia di rivalità e risentimento ha le sue radici nella comunità libanese di Manaus, dove all’inizio del Novecento si transferiscono Zana e Halim, lei cristiana maronita e lui musulmano. Li lega un amore appassionato, furioso, una mafia che si incrina proprio alla nascita di Omar e Yaqub. Gemelli identici eppure separati dal destino: Omar, il Piccolo perché nato qualche minuto dopo, è segnato agli occhi della madre da una fragilità che fa di lui il prediletto, oggetto di una dedizione ossessiva e perciò condannato a un’eterna dipendenza; Yaqub, costretto a un inspiegabile esilio in Libano, torna a casa dopo cinque anni forte di un riserbo impenetrabile, altero, deciso a farsi strada da solo verso il ne amate: una ragazza conosciuta a una festa, una vicina, la madre, la sorella Rânia. Amori macchiatti […]