<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Milton Hatoum</title>
	<atom:link href="http://www.miltonhatoum.com.br/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.miltonhatoum.com.br</link>
	<description>Site sobre o escritor brasileiro Milton Hatoum</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Oct 2011 18:25:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Antropologia del doppio, di Antonio Prete &#8211; Zibaldonie e altre meraviglie, 2011, anno IX, Quarta Serie</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/italiano/antropologia-del-doppio-di-antonio-prete-zibaldonie-e-altre-meraviglie-2011-anno-ix-quarta-serie</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/italiano/antropologia-del-doppio-di-antonio-prete-zibaldonie-e-altre-meraviglie-2011-anno-ix-quarta-serie#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 18:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Prensa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Prete]]></category>
		<category><![CDATA[Due Fratelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2134</guid>
		<description><![CDATA[       Un romanzo familiare che, via via, da storia di esistenze individuali, si trasforma in un affresco dell’esistenza in quanto tale, dell’esistenza nella quale  respirano i viventi e le cose, la terra e i suoi colori. Nella storia di due fratelli, nel loro legame fatto di reciproca amara sorveglianza, di distanza sofferta e insieme perseguita, si disegna la linea della vita stessa. È, si potrebbe dire, il vento della vita che si fa scrittura, si fa narrazione, e attraverso le voci dei personaggi e le situazioni mette in scena una meditazione sull’esistenza:  la curva del tempo che lacera e consuma, il rito delle partenze e degli arrivi, la presenza di un altrove che è richiamo ma anche disincanto, la ferita di conflitti e di offese non risarcibili, la memoria che l’irreversibilità del tempo rende aspra. Due fratelli del brasiliano Milton  Hatoum (Marco Tropea editore, 2005) riprende il tema classico, e perturbante, della fraternità gemellare, della sua proiezione nella fantasmatica del doppio. Un tema che il narratore svolge secondo un’invenzione insieme calda e amara, affidando all’antico motivo il compito di dire qualcosa su ciò che unendo separa, sulla prossimità che si fa lontananza, sul legame che si rovescia in odio. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><em>       </em></em>Un romanzo familiare che, via via, da storia di esistenze individuali, si trasforma in un affresco dell’esistenza in quanto tale, dell’esistenza nella quale  respirano i viventi e le cose, la terra e i suoi colori. Nella storia di due fratelli, nel loro legame fatto di reciproca amara sorveglianza, di distanza sofferta e insieme perseguita, si disegna la linea della vita stessa. È, si potrebbe dire, il vento della vita che si fa scrittura, si fa narrazione, e attraverso le voci dei personaggi e le situazioni mette in scena una meditazione sull’esistenza:  la curva del tempo che lacera e consuma, il rito delle partenze e degli arrivi, la presenza di un altrove che è richiamo ma anche disincanto, la ferita di conflitti e di offese non risarcibili, la memoria che l’irreversibilità del tempo rende aspra. <em>Due fratelli</em> del brasiliano Milton  Hatoum (Marco Tropea editore, 2005) riprende il tema classico, e perturbante, della fraternità gemellare, della sua proiezione nella fantasmatica del doppio. Un tema che il narratore svolge secondo un’invenzione insieme calda e amara, affidando all’antico motivo il compito di dire qualcosa su ciò che unendo separa, sulla prossimità che si fa lontananza, sul legame che si rovescia in odio. È l’altra faccia dell’agnizione classica, plautina: la distanza tra i due fratelli è una malattia che non ha alcuna remissione, si approfondisce, si fa invasiva, invasiva dei pensieri, della vita stessa.<br />
       Un’aggressione da adolesce nti, un gesto di gelosia amorosa, è l’offesa originaria. Che non troverà mai rimedio. Omar e Yakub sono i due fratelli,  figli gemelli di Zana e Halim, libanesi emigrati in Brasile.  Omar è ombroso, fragile, abitato da una  disperazione che si fa  eccesso, fuga, violenza, visitato talvolta da una tenerezza filiale che non trova le sue vie. Yakub, l’offeso, è lucidissimo ed enigmatico, attivo e riuscito negli studi, si trasforma in vendicatore sottile, ordinato, perverso: cinque anni passati in Libano, quasi in una sorta di esilio nella terra d’origine paterna e materna, non hanno lenito la ferita. L ’integrazione sociale e professionale di Yakub  è assillata dall’impossibilià del perdono, la deriva  di Omar è inarres tabile, ed è a un certo punto sfiorata dalla ribellione, anche politica, pur nella scompostezza e nella degradazione.<br />
       È Manaus, la città lambita dal rio Negro, prima che questo si riversi nel rio delle Amazzoni, il teatro animatissimo di questa storia. Una storia  che ha qualcosa del teatro tragico e qualcosa dell’epica moderna, faulkneriana, dei suoi tempi immobili, dei suoi gesti sospesi nel tempo-spazio della coscienza. E si sente il confine con la grande foresta.  Fascinazione dei porti fluviali, ma anche inquietante affollarsi di figure bizzarre e perdute, di sinistri trafficanti, di mercanti e speculatori. Il mondo di Álvaro Mutis e di García Márquez   riaffiora, ma reso come limpido, essenziale, e calato su uno sfondo dove i l tragico ha radice nei corpi, nella loro singolarità, nella loro impossibile relazione.<br />
       Quando il lettore è preso dal gioco intimo e perverso dei due fratelli s’accorge che c’è un altro personaggio che riempie la scena, ed è la città di Manaus – la città stessa di Milton Hatoum – con il molo Escadaria, la praça de Saudade, la rua dos Barés, il mercato, i venditori ambulanti, e soprattutto gli odori forti e i sapori della terra amazzonica affiancati o mescolati agli odori e ai sapori di cibi e bevande che vengono dalla tradizione libanese. Il lessico che nomina spezie, pesci, zuppe, bevande alcoliche, dai suoni dolci e invitanti, racconta  l’incontro di due lingue, araba e portoghese-brasiliana,  che è incontro di percezioni, di ricordi, di abitudini. L’incontro antropologico tra due culture allude a una possibilità ulteriore, difficile, negata, e tuttavia cercata: la possibilità di una armonia nella pluralità.  Cosa che potrebbe accadere se tutti i sensi dell’individuo partecipassero in profondità al riconoscimento dell’altro. Perché questo bellissimo romanzo è anche un romanzo sui rapporti tra le culture, sulla migrazione e i suoi lasciti, sullo specchiarsi di due mondi di povertà e sul loro difficile confronto, sulla loro contrastata tensione verso una plurale armonia.  <br />
       Lo slittamento del personaggio centrale in un altro personaggio è forse l’aspetto formalmente più avvincente del racconto. Perché il lettore può leggere la storia a partire da un singolo punto d’osservazione coincidente col singolo personaggio. Così tutte le figure contribuiscono a definire il clima e il sapore della narrazione. A partire dal personaggio narrante, Nael, voce che vive nel cuore della storia stessa, cresce con essa, d’essa coglie velature e non detto:  è in mezzo tra lo sguardo della madre, Domingas, domestica indigena arrivata orfana nella famiglia, col suo carico di storie dolorose e di favolosi incantamenti, e lo sguardo curioso di chi <em>viene dopo</em>, e allo stesso tempo sa di avere come padre uno dei due fratelli, enigma non rivelato, fonte di interrogativi, fonte di una mobilità inquieta dello sguardo stesso. <br />
       La grande casa, col giardino e le amache e il portico e, dinanzi, la strada in discesa ombreggiata dai manghi centenari, è l’altro spazio scenico che accoglie questo incrocio di destini. La casa che apre e chiude, con la tristezza di un abbandono, il raccon to. Zana, la madre, nata a Biblos in Libano, è della casa, e del legame tra i due mondi, la vera custode, e ha spesso i tratti mediterranei della <em>mater dolorosa</em>. Come Halim, il marito, ha l’ardore e la fierezza e l’espansiva gioiosa ospitalità propria della sua origine. Altre figure popolano il romanzo. Tra queste, la sorella Rânia ,  sulla cui bellezza precipita implacabile l’erosione della vita. E Abbas, il poeta autore di <em>gazal</em> – poesie d’amore della tradizione araba in quindici distici – che è all’origine dell’incontro amoroso di Halim e Zana. La poesia d’amore, sembra dire una sotterranea vena utopica, è ciò che resiste nell’altrove, e rende fecondo ogni incontro. Il sorriso della lingua che trascorre sotto l’amarezza dei destini.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/italiano/antropologia-del-doppio-di-antonio-prete-zibaldonie-e-altre-meraviglie-2011-anno-ix-quarta-serie/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Na outra margem do rio, por Kátia Mello &#8211; Airbone, setembro de 2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/na-outra-margem-do-rio-por-katia-mello-airbone-setembro-de-2011</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/na-outra-margem-do-rio-por-katia-mello-airbone-setembro-de-2011#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 18:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notícias/Entrevistas]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Airbone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2132</guid>
		<description><![CDATA[Em seu novo romance, o consagrado escritor Milton Hatoum deixa as paisagens amazônicas que se tornaram cenário de seus livros de três novos filmes.
Leia a entrevista completa em: http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/10/Airbone_entrevista_set2011.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Em seu novo romance, o consagrado escritor Milton Hatoum deixa as paisagens amazônicas que se tornaram cenário de seus livros de três novos filmes.</p>
<p>Leia a entrevista completa em: <a href="http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/10/Airbone_entrevista_set2011.pdf" target="_self">http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/10/Airbone_entrevista_set2011.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/na-outra-margem-do-rio-por-katia-mello-airbone-setembro-de-2011/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Espaço da identidade: a relação entre espaço e personagens em Cinzas do Norte e Órfãos do Eldorado, por Fernanda Boarin Boechat &#8211; dissertação de mestrado, Universidade Federal do Paraná –Curitiba/2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/espaco-da-identidade-a-relacao-entre-espaco-e-personagens-em-cinzas-do-norte-e-orfaos-do-eldorado-por-fernanda-boarin-boechat-dissertacao-de-mestrado-universidade-federal-do-parana-%e2%80%93curit</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/espaco-da-identidade-a-relacao-entre-espaco-e-personagens-em-cinzas-do-norte-e-orfaos-do-eldorado-por-fernanda-boarin-boechat-dissertacao-de-mestrado-universidade-federal-do-parana-%e2%80%93curit#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erzählung]]></category>
		<category><![CDATA[Livros/Teses]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzas do Norte]]></category>
		<category><![CDATA[Órfãos do Eldorado]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2127</guid>
		<description><![CDATA[Resumo
No presente trabalho propõe-se a análise do espaço literário nas obras Cinzas do Norte (2005) e Órfãos do Eldorado (2008), de Milton Hatoum, segundo uma perspectiva que o toma como espaço da identidade. O espaço da identidade é compreendido como uma dimensão formal do espaço em literatura, que revela processos de identificação das personagens. Nesse sentido, procura-se expor no primeiro capítulo, a partir de uma perspectiva antropológica ampla que considera os Estudos Literários em diálogo com outras áreas do saber, uma reflexão que se volta para a noção de identidade, em especial na sociedade contemporânea. Em um segundo momento, expõe-se uma reflexão teórica sobre o estudo do espaço em literatura, em diálogo com outras áreas do saber. No terceiro capítulo, apresenta-se de início uma breve explanação sobre o autor e sua obra, e parte da fortuna crítica publicada em jornais e revistas; segue então uma análise do espaço literário nas obras, que remete indiretamente à discussão teórica exposta nos dois primeiros capítulos, de modo que a configuração espacial dos romances relaciona-se, como que por si mesma, aos apontamentos teóricos anteriores. Propõe-se por fim, na conclusão, uma abordagem da configuração espacial no âmbito dos Estudos Literários como elemento revelador de processos [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Resumo</strong></p>
<p>No presente trabalho propõe-se a análise do espaço literário nas obras <em>Cinzas do Norte </em>(2005) e <em>Órfãos do Eldorado </em>(2008), de Milton Hatoum, segundo uma perspectiva que o toma como espaço da identidade. O espaço da identidade é compreendido como uma dimensão formal do espaço em literatura, que revela processos de identificação das personagens. Nesse sentido, procura-se expor no primeiro capítulo, a partir de uma perspectiva antropológica ampla que considera os Estudos Literários em diálogo com outras áreas do saber, uma reflexão que se volta para a noção de identidade, em especial na sociedade contemporânea. Em um segundo momento, expõe-se uma reflexão teórica sobre o estudo do espaço em literatura, em diálogo com outras áreas do saber. No terceiro capítulo, apresenta-se de início uma breve explanação sobre o autor e sua obra, e parte da fortuna crítica publicada em jornais e revistas; segue então uma análise do espaço literário nas obras, que remete indiretamente à discussão teórica exposta nos dois primeiros capítulos, de modo que a configuração espacial dos romances relaciona-se, como que por si mesma, aos apontamentos teóricos anteriores. Propõe-se por fim, na conclusão, uma abordagem da configuração espacial no âmbito dos Estudos Literários como elemento revelador de processos de identificação, o que reafirma um poder teorizador presente na literatura e, dessa maneira, o papel relevante dos Estudos Literários em debates com outras disciplinas.</p>
<p><strong>Zusammenfassung</strong></p>
<p>In der vorliegenden Arbeit wird eine Analyse der literarischen Raumgestaltung in Milton Hatoums Romanen <em>Cinzas do Norte </em>und <em>Órfãos do Eldorado </em>anhand einer Perspektive vorgenommen, die die Raumgestaltung der Literatur als Raum der Identität versteht. Dieser Raum der Identität wird als eine formelle Ausdehnung der Literatur erfasst, die die Identifikationsprozesse der Figuren enthüllt. In diesem Sinne wird im ersten Kapitel, von einer breiten anthropologischen Perspektive ausgehend, die Literaturwissenschaft im Dialog mit anderen Bereichen betrachtet und eine Überlegung über die Auffassung von Identität besonders im zeitgenössischen Kontext angestellt. Zunächst wird eine theoretische Betrachtung der Raumgestaltung sowohl im Bereich der Literaturwissenschaft, als auch in anderen Bereichen dargelegt. Im darauf folgenden Kapitel, deren Einführung sich auf den Autor und seine Werke konzentriert, wird die Analyse der Raumgestaltung der Romane vorgestellt. Diese Analyse bezieht sich indirekterweise auf die theoretischen Überlegungen, die in den ersten beiden Kapiteln dargestellt wurden. Zum Schluss wird eine Betrachtung der Raumgestaltung im Bereich der Literaturwissenschaft vorgelegt, die eben diese Prozesse der Identifikation als eine theoretische Kraft der Literatur sichtbar macht; und so ebenso die Rolle der Literatur im Dialog mit anderen Disziplinen hervorhebt.</p>
<p>Schlüsselwörter: Milton Hatoum, literarische Raumgestaltung, Identität.</p>
<p><a href="http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/10/DissertaçãoFernandaBoechat-VersãoFinal-ProgramaPós.pdf" target="_self">http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/10/DissertaçãoFernandaBoechat-VersãoFinal-ProgramaPós.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/espaco-da-identidade-a-relacao-entre-espaco-e-personagens-em-cinzas-do-norte-e-orfaos-do-eldorado-por-fernanda-boarin-boechat-dissertacao-de-mestrado-universidade-federal-do-parana-%e2%80%93curit/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uma literatura difícil de traduzir, por Marcos Diego Nogueira &#8211; Revista Isto é, 01/06/2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/uma-literatura-dificil-de-traduzir-por-marcos-diego-nogueira-revista-isto-e-01062011</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/uma-literatura-dificil-de-traduzir-por-marcos-diego-nogueira-revista-isto-e-01062011#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notícias/Entrevistas]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Revista Isto é]]></category>
		<category><![CDATA[The Brothers]]></category>
		<category><![CDATA[tradução]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2122</guid>
		<description><![CDATA[Cada vez mais publicados no exterior, libros nacionais impõem desafios aos seus tradutores.
Leia a matéria completa em: http://www.istoe.com.br/reportagens/139022_UMA+LITERATURA+DIFICIL+DE+TRADUZIR
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cada vez mais publicados no exterior, libros nacionais impõem desafios aos seus tradutores.</p>
<p>Leia a matéria completa em: <a href="http://www.istoe.com.br/reportagens/139022_UMA+LITERATURA+DIFICIL+DE+TRADUZIR" target="_self">http://www.istoe.com.br/reportagens/139022_UMA+LITERATURA+DIFICIL+DE+TRADUZIR</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/uma-literatura-dificil-de-traduzir-por-marcos-diego-nogueira-revista-isto-e-01062011/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tempo e memória, literatura e história&#8221; &#8211; tese de mestrado de Francine Iegelski, 2006</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/tempo-e-memoria-literatura-e-historia-tese-de-mestrado-de-francine-iegelski-2006</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/tempo-e-memoria-literatura-e-historia-tese-de-mestrado-de-francine-iegelski-2006#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 18:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Livros/Teses]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Francine Iegelski]]></category>
		<category><![CDATA[Raduan Nassar]]></category>
		<category><![CDATA[tese de mestrado]]></category>
		<category><![CDATA[USP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2116</guid>
		<description><![CDATA[Tempo e memória, literatura e história. Alguns apontamentos sobre Lavoura Arcaica, de Raduan Nassar e Relato de um certo Oriente, de Milton Hatoum, por Francine Iegelski
Dissertação de mestrado na USP &#8211; 2006
leia o texto integral em http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/06/tese_Francine_Iegelski_Tempoememoria.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo e memória, literatura e história. Alguns apontamentos sobre <em>Lavoura Arcaica</em>, de Raduan Nassar e <em>Relato de um certo Oriente</em>, de Milton Hatoum, por Francine Iegelski</p>
<p>Dissertação de mestrado na USP &#8211; 2006</p>
<p>leia o texto integral em <a href="http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/06/tese_Francine_Iegelski_Tempoememoria.pdf" target="_self">http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/06/tese_Francine_Iegelski_Tempoememoria.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/tempo-e-memoria-literatura-e-historia-tese-de-mestrado-de-francine-iegelski-2006/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Dois irmãos&#8221; por dois irmãos &#8211; por Telio Navega, blog Gibizada, Globo.com &#8211; 23/05/2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/dois-irmaos-por-dois-irmaos-por-telio-navega-blog-gibizada-globo-com-23052011</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/dois-irmaos-por-dois-irmaos-por-telio-navega-blog-gibizada-globo-com-23052011#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 20:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notícias/Entrevistas]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Dois Irmãos]]></category>
		<category><![CDATA[Fábio Moon]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Bá]]></category>
		<category><![CDATA[quadrinhos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2113</guid>
		<description><![CDATA[
Publicado em 2000 e vencedor do Prêmio Jabuti de Melhor Romance, o livro &#8220;Dois Irmãos&#8221;, do manauense Milton Hatoum, vai ganhar uma versão em quadrinhos pelas mãos de Fábio Moon e Gabriel Bá. O anúncio foi feito pelos próprios ilustradores paulistas &#8211; irmãos gêmeos como os personagens da história -, em um evento promovido pela editora responsável pelo futuro projeto, a Companhia das Letras.
Por email ao Gibizada, Moon diz que a ideia de transformar em HQ o romance de Hatoum veio da editora. Mas avisa que a versão em quadrinhos deve demorar, só sai, segundo ele, quando ficar pronto. O que só deve acontecer em 2013. No momento, os dois estão envolvidos com o lançamento no Brasil do elogiado álbum &#8220;Daytripper&#8221; (Panini), publicado originalmente nos EUA, pelo selo Vertigo, da DC Comics.
- Eu li o &#8220;Dois Irmãos&#8221; pela primeira vez quando saiu, em 2000, pelos personagens centrais serem dois irmãos gêmeos &#8211; conta Moon. &#8211; Gêmeos chamam a atenção, existe um mistério nessa relação entre duas pessoas aparentemente iguais.
http://oglobo.globo.com/blogs/Gibizada/posts/2011/05/23/dois-irmaos-por-dois-irmaos-382144.asp
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img src="http://oglobo.globo.com/blogs/arquivos_upload/2011/05/55_233-alt-doisirmaos-21mai2011%20(1).jpg" alt="" /></div>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;">Publicado em 2000 e vencedor do Prêmio Jabuti de Melhor Romance, o livro &#8220;Dois Irmãos&#8221;, do manauense Milton Hatoum, vai ganhar uma versão em quadrinhos pelas mãos de Fábio Moon e Gabriel Bá. O anúncio foi feito pelos próprios ilustradores paulistas &#8211; irmãos gêmeos como os personagens da história -, em um evento promovido pela editora responsável pelo futuro projeto, a Companhia das Letras.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;">Por email ao Gibizada, Moon diz que a ideia de transformar em HQ o romance de Hatoum veio da editora. Mas avisa que a versão em quadrinhos deve demorar, só sai, segundo ele, quando ficar pronto. O que só deve acontecer em 2013. No momento, os dois estão envolvidos com o lançamento no Brasil do elogiado álbum &#8220;Daytripper&#8221; (Panini), publicado originalmente nos EUA, pelo selo Vertigo, da DC Comics.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;">- Eu li o &#8220;Dois Irmãos&#8221; pela primeira vez quando saiu, em 2000, pelos personagens centrais serem dois irmãos gêmeos &#8211; conta Moon. &#8211; Gêmeos chamam a atenção, existe um mistério nessa relação entre duas pessoas aparentemente iguais.</span></p>
<p><a href="http://oglobo.globo.com/blogs/Gibizada/posts/2011/05/23/dois-irmaos-por-dois-irmaos-382144.asp" target="_self">http://oglobo.globo.com/blogs/Gibizada/posts/2011/05/23/dois-irmaos-por-dois-irmaos-382144.asp</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/dois-irmaos-por-dois-irmaos-por-telio-navega-blog-gibizada-globo-com-23052011/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gomes, cine y lecturas &#8211; Eñe, Revista para leer, n 25, Primavera 2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/espanol/ene-revista-para-leer-n-25-primavera-2011</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/espanol/ene-revista-para-leer-n-25-primavera-2011#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 19:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Español]]></category>
		<category><![CDATA[Prensa]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Editorial Akal]]></category>
		<category><![CDATA[Eñe]]></category>
		<category><![CDATA[Relato de un cierto oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Revista para leer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2108</guid>
		<description><![CDATA[ ¿Conoces al escritor Milton Hatoum? Vargas Llosa fue visto hace poco con una de sus novelas. Gomes relee Relato de un cierto Oriente, con la intención de adaptarla para el cine. Aquí te lo contamos.
http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/eñe_Relato_MarceloGomes_maio2011.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> ¿Conoces al escritor Milton Hatoum? Vargas Llosa fue visto hace poco con una de sus novelas. Gomes relee <em>Relato de un cierto Oriente</em>, con la intención de adaptarla para el cine. Aquí te lo contamos.</p>
<p><a href="http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/eñe_Relato_MarceloGomes_maio2011.pdf" target="_self">http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/eñe_Relato_MarceloGomes_maio2011.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/espanol/ene-revista-para-leer-n-25-primavera-2011/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nove segundos, crônica &#8211; O Estado de S.Paulo, Caderno 2, 27/05/2011</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/do-autor/nove-segundos-cronica-o-estado-de-s-paulo-caderno-2-27052011</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/do-autor/nove-segundos-cronica-o-estado-de-s-paulo-caderno-2-27052011#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 14:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crônicas]]></category>
		<category><![CDATA[Do autor]]></category>
		<category><![CDATA[Caderno 2]]></category>
		<category><![CDATA[Fitzcarraldo]]></category>
		<category><![CDATA[O Estado de S. Paulo]]></category>
		<category><![CDATA[Werner Herzog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2103</guid>
		<description><![CDATA[Naquela noite de 1982, quando fui com uma amiga franco-brasileira assistir ao filme Fitzcarraldo, quase nada conhecia da vida desse barão da borracha peruano.
As referências a esse mestiço ambicioso vinham de um ensaio amazônico de Euclides da Cunha, que, em 1905, navegou até as cabeceiras do Purus. Euclides, que era obcecado pela ideia do progresso e da civilização, entendeu ou intuiu que a barbárie troca de lado sem fazer cerimônia.
Agora, ao ler um ensaio de Benjamin Abdala (Fluxos Comunitários: Jangadas, Margens e Travessias), conheci outras facetas de Carlos Fermín Fitzcarraldo. Filho de um marinheiro norte-americano com uma mestiça peruana, Fitzcarraldo morreu num naufrágio em 1897, quando tinha 35 anos. Mas essa vida breve não o impediu de construir um império econômico e descobrir um varadouro de nove quilômetros que liga o Rio Urubamba ao Madre de Dios. Esse istmo, que recebeu o nome de seu descobridor, foi importante para a circulação de pessoas e fluxo de mercadorias. O jovem magnata tentou transportar para sua propriedade em Madre de Dios um casarão com estrutura metálica construído por Eiffel. Mas como essa tentativa malogrou, a obra foi erguida em Iquitos.
Como tantos outros barões do &#8220;caucho&#8221; peruano que enriqueceram em pouco tempo, Fitzcarraldo foi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naquela noite de 1982, quando fui com uma amiga franco-brasileira assistir ao filme <em>Fitzcarraldo</em>, quase nada conhecia da vida desse barão da borracha peruano.</p>
<p>As referências a esse mestiço ambicioso vinham de um ensaio amazônico de Euclides da Cunha, que, em 1905, navegou até as cabeceiras do Purus. Euclides, que era obcecado pela ideia do progresso e da civilização, entendeu ou intuiu que a barbárie troca de lado sem fazer cerimônia.</p>
<p>Agora, ao ler um ensaio de Benjamin Abdala (Fluxos Comunitários: Jangadas, Margens e Travessias), conheci outras facetas de Carlos Fermín Fitzcarraldo. Filho de um marinheiro norte-americano com uma mestiça peruana, Fitzcarraldo morreu num naufrágio em 1897, quando tinha 35 anos. Mas essa vida breve não o impediu de construir um império econômico e descobrir um varadouro de nove quilômetros que liga o Rio Urubamba ao Madre de Dios. Esse istmo, que recebeu o nome de seu descobridor, foi importante para a circulação de pessoas e fluxo de mercadorias. O jovem magnata tentou transportar para sua propriedade em Madre de Dios um casarão com estrutura metálica construído por Eiffel. Mas como essa tentativa malogrou, a obra foi erguida em Iquitos.</p>
<p>Como tantos outros barões do &#8220;caucho&#8221; peruano que enriqueceram em pouco tempo, Fitzcarraldo foi um predador da floresta e um implacável caçador de índios. Euclides narra, de um modo tragicômico, o primeiro contato do jovem Fitzcarraldo com os &#8220;primitivos&#8221; machcos; depois afirma que dezenas desses índios foram dizimados por armas de fogo do &#8220;notável explorador&#8221; e seus capangas.</p>
<p>Lembro que naquela noite de inverno parisiense, eu e minha amiga Evelyne paramos de traduzir textos maçantes e fomos ver o filme de Werner Herzog. Os artigos na imprensa diziam que nesse filme havia cenas de Manaus e de seu maior símbolo arquitetônico: o teatro Amazonas, palco de tantas óperas e operetas durante o fausto da borracha. Mas nesse filme, Fitzcarraldo não é o ambicioso seringalista que executou, a sangue frio, centenas de índios da Amazônia. O sonho grandioso de Brian Sweeney Fitzgerald, vulgo Fitzcarraldo, é construir um teatro em Iquitos. O subtítulo do filme é &#8220;o preço de um sonho&#8221;. Uma tradução mais livre e não menos fiel seria: &#8220;o preço de uma loucura&#8221;.</p>
<p>Há várias cenas épicas, de deslumbrante efeito visual, como o barco içado montanha acima por centenas de índios; ou um concerto de ópera a bordo desse mesmo barco, que navega diante do porto de Iquitos, cuja população assiste a esse espetáculo inusitado. O filme fala da obsessão de Fitzcarraldo pelo canto lírico, que serve de mediação entre a cultura do &#8220;civilizado&#8221; e a dos &#8220;primitivos&#8221;. Mas não foram as sequências bombásticas e ousadas as que mais me emocionaram, muito menos a expressão amalucada de Klaus Kinski.</p>
<p>Logo no começo do filme, quando Fitzcarraldo chega a Manaus, vi uma das praças da minha infância e disse isso à minha amiga. São cenas externas ou foram filmadas num estúdio?, ela perguntou. Externas, eu disse. É Manaus mesmo.</p>
<p>Pouco minutos depois, quando a plateia ovacionava a filmagem da ópera Ernani, interpretada por Caruso e Sarah Bernhardt, uma cena de nove segundos me emocionou. No cinema do Boulevard Saint-Germain, reconheci meus pais no centro da tela. E como minha mãe olhava e ria para a tela, era como se estivesse olhando e rindo para mim.</p>
<p>Voltei várias vezes ao cinema para rever esse par de figurantes felizes, e em cada sessão a saudade que sentia deles só aumentava. Quando telefonei para Manaus, minha mãe perguntou se ela estava bem no filme. Disse que ela era a melhor atriz dentre os 600 figurantes.</p>
<p>E o teu pai?</p>
<p>Sério como sempre, eu disse. E bem mais careca. Mas não olhava para a câmera, e sim para ti.</p>
<p>Ela riu com vontade. O riso, que partiu da margem esquerda do Rio Negro e chegou ao orelhão gelado na rive gauche do Sena, era o riso que não pude ouvir no filme.</p>
<p>Nunca mais vi Fitzcarraldo. Faz algum tempo meus pais saíram deste mundo, mas permaneceram na tela, anônimos para os espectadores. Mesmo assim, ainda posso imaginá-los no outro lado do espelho: essa sala eternamente escura e silenciosa, visitada pela memória dos vivos.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/do-autor/nove-segundos-cronica-o-estado-de-s-paulo-caderno-2-27052011/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hatoum a 24 quadros, por Ubiratan Brasil &#8211; O Estado de S.Paulo</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/hatoum-a-24-quadros-por-ubiratan-brasil-o-estado-de-s-paulo</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/hatoum-a-24-quadros-por-ubiratan-brasil-o-estado-de-s-paulo#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 00:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notícias/Entrevistas]]></category>
		<category><![CDATA[Sobre o autor]]></category>
		<category><![CDATA[Guilherme Coelho]]></category>
		<category><![CDATA[Marcelo Gomes]]></category>
		<category><![CDATA[Matizar]]></category>
		<category><![CDATA[O Estado de S. Paulo]]></category>
		<category><![CDATA[Órfãos do Eldorado]]></category>
		<category><![CDATA[Relato de um certo oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiratan Brasil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2099</guid>
		<description><![CDATA[Relato de um Certo Oriente e Órfãos do Eldorado vão às telas.
http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/Hatoum_no_cinema_Estado_maio2011.docx
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Relato de um Certo Oriente</em> e <em>Órfãos do Eldorado</em> vão às telas.</p>
<p><a href="http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/Hatoum_no_cinema_Estado_maio2011.docx">http://www.miltonhatoum.com.br/wp-content/uploads/2011/05/Hatoum_no_cinema_Estado_maio2011.docx</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/sobre-autor/hatoum-a-24-quadros-por-ubiratan-brasil-o-estado-de-s-paulo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ashes of the Amazon, review by Dan Eltringham &#8211; The Literateur, 23, December 2009</title>
		<link>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/english/ashes-of-the-amazon-review-by-dan-eltringham-the-literateur-23-december-2009</link>
		<comments>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/english/ashes-of-the-amazon-review-by-dan-eltringham-the-literateur-23-december-2009#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 01:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Press]]></category>
		<category><![CDATA[Ashes of the Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Eltringham]]></category>
		<category><![CDATA[The Literateur]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.miltonhatoum.com.br/?p=2094</guid>
		<description><![CDATA[Ashes of the Amazon by Milton Hatoum
Posted on 23,Dec 2009 in Reviews

Ashes of the Amazon
by Milton Hatoum
Bloomsbury,
Paperback; 274 pages,
ISBN 9780747596721
Price £8.99
translated from the Portuguese by John Gledson
Dan Eltringham
Set in Manaus, capital of Brazil’s Amazona region, Ashes of the Amazon evokes place and milieu far removed from the contextual touchstones of European literary fiction, while being at once predominantly concerned with one of the European novel’s great themes: the value of art, the worth of being an artist, and the thorny problem of whether an artistic life is one insulated from other kinds of social responsibility.
The novel’s main strength is its very serious engagement with the relation of art to poverty, the myth of the impoverished artist and to commerce. This is familiar ground, but it is well covered, and although the novel as a piece of art will usually end up taking art’s side, here it is far from unequivocal. This is largely due to Hatoum’s impressive ability to construct what appear to be stereotypes and then complicate them.  This tension between type and textured complexity is most evident in the characters of Jano and Mundo, father and son, current owner and intended inheritor, respectively, of the family’s Jute exportation [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Ashes of the Amazon by Milton Hatoum</h1>
<p>Posted on 23,Dec 2009 in <a title="View all posts in Reviews" rel="category tag" href="http://www.literateur.com/category/3c-reviews/">Reviews</a></p>
<p><a href="http://www.literateur.com/wp-content/uploads/2009/12/ashes-of-the-amazon3.jpg"><img title="ashes of the amazon" src="http://www.literateur.com/wp-content/uploads/2009/12/ashes-of-the-amazon3-187x300.jpg" alt="ashes of the amazon" width="187" height="300" /></a></p>
<h3>Ashes of the Amazon<br />
by Milton Hatoum<br />
Bloomsbury,<br />
Paperback; 274 pages,<br />
ISBN 9780747596721<br />
Price £8.99<br />
translated from the Portuguese by John Gledson</h3>
<p><em>Dan Eltringham</em></p>
<p>Set in Manaus, capital of Brazil’s Amazona region, <em>Ashes of the Amazon</em> evokes place and milieu far removed from the contextual touchstones of European literary fiction, while being at once predominantly concerned with one of the European novel’s great themes: the value of art, the worth of being an artist, and the thorny problem of whether an artistic life is one insulated from other kinds of social responsibility.</p>
<p>The novel’s main strength is its very serious engagement with the relation of art to poverty, the myth of the impoverished artist and to commerce. This is familiar ground, but it is well covered, and although the novel as a piece of art will usually end up taking art’s side, here it is far from unequivocal. This is largely due to Hatoum’s impressive ability to construct what appear to be stereotypes and then complicate them.  This tension between type and textured complexity is most evident in the characters of Jano and Mundo, father and son, current owner and intended inheritor, respectively, of the family’s Jute exportation business and its visual symbol, Jano’s beloved Vila Amazonia. The Vila, up the Rio Negro river in the Amazon rainforest, is the novel’s dynastic core and source of attraction and revulsion for Mundo.  Jano would, in a lesser book, be allowed to stand simply and solely for an outmoded and grasping generation’s insistence on the values of work and profit, and Mundo for an artistic rebellion provoked by and conditioned against his father’s values.  But Hatoum is clever in ensuring that <em>Ashes of the Amazon</em> qualifies its hope for a purely personal kind of art, described by Mundo in his culminative letter to Lavo as ‘a way of remembering with colours and forms,’ with the knowledge that Mundo’s rebellion, as evidently attractive as it seems to a reader with similar sympathies, is only sanctioned by his privileged upbringing. It is Jano who makes this point, reminding Alicia that ‘without the jute and the Brazil nuts, your apartment in Copacabana wouldn’t exist.’ Rio represents escape from Jano for both mother and son, and Mundo’s compulsive movement away from his father’s ‘jute and Brazil nuts’  takes him still further, to Berlin and London.</p>
<p>But such flight is never allowed to be sufficient, and Mundo’s impoverished existence in Kreutzberg and Brixton bears only a hideously parodic resemblance to the kind of artistic pilgrimage he seems to be trying to replicate.  Equally, Mundo’s interest in native Amazonian culture is checked by the illustration, in Arana, of the charlatanism to which the appropriation of indigenous arts can lead.  Arana is the example of the sell-out artist for Mundo to avoid, in which he is successful after a brief early apprenticeship in Arana’s studio. Arana eventually follows his increasing commercialism to its logical end, selling mahogany sculptures and implicating himself in the structure of deforestation economics. In one of the novel’s frequent moves towards grotesquerie, Arana seems to have replaced the deceased Jano, Ranulfo remarking on an image in the local paper, ‘Our illustrious friend is now the mahogany man.’  Similarly disquieting is the novel’s representation of Ramira, the curiously passive and absent narrator Lavo’s spinster aunt, disciple of Jano and his ethic of work. She is an artisan, as distinct from artist, and spends much of the book ‘crouched over her work, like a hunchback, pretending to be busying herself,’ and complaining about Ranulfo’s extravagance. She finally undergoes a transformation similar to Arana’s, as she identifies so completely with her sewing that ‘she looked as if she was made of cloth,’ becoming the work that is, for her, equivalent to life. As with Jano, though, there is sufficient pathos in Ramira’s presentation that her narrow-mindedness is not entirely unsympathetic.</p>
<p>Finally there is Pai Jobel, the true outsider artist. He is skilfully referenced in passing only twice, and thus marginalised equally from Manaus society and from the novel itself.  The second reference occurs in one of the fragments of a letter addressed to Mundo by his uncle Ranulfo which conclude each chapter. He is glimpsed from the edge of the narrative’s peripheral vision, having ‘escaped from the asylum, for there were strap marks on his arms, and he had a frightening, staring look on his face.’  While Ranulfo’s narrative voice notices this intrusion, his anguished focus is on the wedding ceremony of Alicia and Jano, and Jobel never reappears.</p>
<p>Problems are few, and fairly typical of contemporary realist fiction. There is a slightly artificial tendency towards the overly complete; what Zadie Smith described recently in a <em>Guardian</em> essay (‘Revenge of the Real,’ 27.11.09) as the problem of the ‘well-made novel.’  It is especially evident in the book’s final pages, which use the familiar device of a letter which reveals a key piece of knowledge and ties together several loose narrative threads. It is presented in the register of the revelatory, but feels more like a device.  Likewise, the occasional but limiting over-explanation of motive deprives the reader of the pleasure to be found in guessing and, crucially, not knowing for certain, why a character acts or speaks as they do. For example, ‘Ranulfo couldn’t satisfy the wishes of both mother and son, and the divided loyalties were sending him round the bend.’ Perhaps the English colloquialism in translation is part of the awkwardness here, but one would still like to interpret the significance of ‘Ranulfo looked at his watch and then at me’ without this narrative gloss.</p>
<p>But although <em>Ashes of the Amazon</em> strays dangerously close, at times, to the well-made novel’s artificially complete nature, it ultimately manages to avoid it by subjecting certain mythologies of art to rigorous testing.  It tries out exploitation, in the form of Arana; compromise, in the form of Ranulfo; and in Mundo its most pure expression is allowed only limited scope before being proven untenable, within the particular confines of the model of Amazona society <em>Ashes of the Amazon</em> presents.</p>
<p><!-- .post-text --><!-- .post-content --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.miltonhatoum.com.br/other-languages/english/ashes-of-the-amazon-review-by-dan-eltringham-the-literateur-23-december-2009/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

